Leone D’Argento

Ci sono cerimonie destinate a crescere, a suscitare sempre più interesse. Una di queste è il ‘Leone d’Argento’, premio che l’Amministrazione comunale conferisce ai cittadini doc.
Domenica 22 aprile 2001 si è svolta la terza edizione di una kermesse conosciuta oltre i confini regionali. Gremita la sala del teatro. I puntuali presentatori, Marina Marozzi (Tvcm) e Vincenzo Paragona (Rai 3), hanno saputo tenere viva l’attenzione dei presenti nel corso di un ‘contenitore’ culturale protrattosi dalle 17.10 alle 19.50: quasi tre ore all’insegna della… serviglianità. Sono stati insigniti del ‘Leone d’Argento’ il prof. Vincenzo Antonelli, il sassofonista Daniele Berdini, Cesare Leombruni, il cav. Lorenzo Totò, James Killby (ambasciatore). Un premio alla memoria di Amarinto Camilli, fonetista di fama nazionale, è stato consegnato al figlio, Camillo Camilli. Le premiazioni sono state effettuate da Angelo Paci, Vittorio Virgili, Pino Ricci, Ottorino Prosperi, Diana Fioretti, Remigio Ceroni. Lo stesso Virgili, a nome della Fondazione della Carisap, ha annunciato che sarà ristampato il ‘Dizionazio del dialetto serviglianese’, scritto nel 1929 proprio da Camilli. In rappresentanza della Provincia, l’assessore Giordano Torresi. Momenti di commozione ad ogni premiazione: il ricordo di Camilli; i virtuosismi di Berdini; la bontà del cuoco Totò (le sue ricette sono tradotte anche in giapponese); l’amore verso la natura di Antonelli; i flashback di Leombruni; il ruolo di Killby (in sua rappresentanza era presente Antonio Millozzi) nella Fondazione mondiale che assegna borse di studio a figli di marchigiani, in segno di riconoscenza per l’aiuto offerto nel 1943 ai soldati alleati in fuga. Due gli intervalli musicali: nel primo si è esibito il duo Berdini (sassofono) – Totò (pianoforte); nel secondo, spazio alla brava cantante serviglianese Valentina Belleggia, a soli 18 anni rivelazione nel panorama regionale. In sala anche i premiati delle edizioni 1999 e 2000. Nel ricevimento serale a ‘Villa Clara’ l’ex funzionario UE, Iole Curi (‘Leone’ 2000) ha lanciato una proposta: “Fonderemo un’Associazione tra tutti i premiati per contribuire a lanciare sempre più alto la manifestazione.


Prof. Vincenzo Antonelli (premio alla cultura): “Disponibile per ogni manifestazione di grande portata culturale sia umanistica, sia storica, sia soprattutto geografica. Non ha mai fatto pesare in questo la sua carica di funzionario pubblico statale. Ha dato prove tangibili della sua grande ricchezza spirituale. Le suepubblicazioni di carattere etnografico, storico, linguistico lo hanno reso noto anche fuori Regione. Per venti anni ha guidato con maestria la Pro Loco dando lustro al Torneo Cavalleresco. Anche per questo Servigliano gliene è grato”.

Prof. Daniele Berdini (premio sezione giovani.): “Si è fatto apprezzare da tutti sin da ragazzo per le sue non comuni doti di mente e di cuore. Nel campo musicale è esploso appena ventenne ed ora è una gloria non solo serviglianese ma addirittura nazionale in sassofonia. Titolare di questa cattedra ora a Foggia, quando può ritorna al paese natio per incontrarsi con i genitori, gli amici e con quanti gli vogliono bene. Ha il carattere del serviglianese nel sangue: bravura, generosità, diligenza, onestà e laboriosità”.

Signor Cesare Leombruni (premio speciale Torneo Cavalleresco): “Impiegato comunale per oltre 38 anni, disponibile con tutti, pronto in ogni evenienza, attivo e zelante, modello per precisione e chiarezza, mai una parola fuori posto. Educato, sempre corretto sia nel parlare elegante e forbito, sia nel comportamento distinto. Appassionato cultore di musica sacra, per oltre un cinquantennio ha reso le funzioni della Collegiata molto apprezzate. Il Torneo Cavalleresco ‘Castel Clementino’ gli deve un grande grazie perché fu uno dei fondatori.

Cav. Lorenzo Totò (premio artigianato-editoria): “Servigliano è noto in Italia: non solo ha dato i natali a musicisti, letterati e Santi; ma è anche un paese dove si mangia e si vive bene, dove si conduce una vita a misura d’uomo, dove la serviglianità non viene mai rifiutata anche se si emigra. Di questo ne ha dato prova Lorenzo Totò che a Lucignano gestisce un rinomato ristorante sempre affollato da buongustai che lo prediligono perché lì mangiano cose genuine, frutto di quanto appreso dai suoi antenati. Ha raccolto le sue ricette in libri tradotti anche in Inglese e Giapponese. Un grazie per il suo attaccamento alla terra natia”.

Mr. James Keith Killby Obe (premio Ambasciatore): “La riconoscenza, merce rara nel nostro vivere quotidiano, è una caratteristica dell’uomo James Keith Killby che, fuggito nel settembre del 1943 dal campo di concentramento di Servigliano, qui è ritornato per ringraziare quanti si adoperarono allora per lui e per altri tremila inglesi. Le borse di studio, che ogni anno vengono assegnate in Inghilterra a figli di italiani come segno di gratitudine dell’aiuto ricevuto, ne sono un segno tangibile. Servigliano gli deve molto perché ha reso questo paese noto nel mondo come esempio di onestà e disponibilità verso chi ha bisogno di solidarietà”.

Prof. Amarinto Camilli (premio alla Memoria): “Amarinto Pietro Mario (Amerindo) Camilli è figlio della nostra Terra, l’ha tenuta in grande considerazione, mai l’ha rinnegata, anche quando l’Accademia della Crusca lo ebbe tra i suoi membri elettivi. La marchigianità ce l’aveva nel sangue: umile, laborioso, zelante. Ha fatto conoscere la nostra parlata attraverso l’opera ‘Il dialetto di Servigliano’ pubblicata nel 1929 e nelle prefazione è orgoglioso di citare persone brave e oneste del ceto basso della sua natia Curetta. Ricercato da tutti per la sua bravura in campo filosofico e filologico, ha dimostrato che chi vuole, anche tra stenti e miserie, può assurgere alle vette più alte dell’umano sapere.

 

Spread the love

Leave a Comment