Da Visitare

Servigliano ’ situato sulla riva destra del fiume Tenna. Per estensione occupa il 31° posto con Kmq 18,46. Il disegno del territorio ha la forma di una foglia con nervatura centrale rappresentata dalla strada provinciale che attraversa Servigliano verso S. Vittoria, Force, Venarotta ed Ascoli Piceno capoluogo. Confina con: Falerone a nord, Belmonte Piceno e Monte Leone di Fermo ad est, S.Vittoria a sud, Monte S.Martino ad ovest.Lo stemma è il Leone alato di San Marco in posizione opposta a quello di Venezia. La popolazione, al 30 giugno 2001, è di 2312 abitanti.

CENTRO URBANO

SERVIGLIANO

Il nome deriva da quello dell’antico Castello di Servigliano, andato in rovina. Il nuovo centro porta il nome di Castel Clementino dal 1771, anno della sua fondazione, fino al 1862. Dal gennaio del 1863 riprendeva poi l’antico nome di Servigliano. Il paese è suddiviso in tre quartieri: Porta Marina, Porta Navarra e Santo Spirito. L’inizio della costruzione risale al settembre 1773.

CENTRO STORICO

Il nuovo Castel Clementino è uno dei più significativi esempi di città di fondazione realizzati in Italia verso la fine del Settecento. La sua organizzazione planimetrica basata su una geometria elementare, un quadrato quasi perfetto di m.137 per m.144 di lato lo ha fatto paragonare dai rari studiosi che se ne sono occupati a quei modelli di città ideale elaborati dalla trattatistica cinquecentesca.

CHIESA DI SANTA MARIA DEL PIANO

E’ detta anche della Madonna del Piano. Si trova esternamente al perimetro urbano e preesisteva alla fondazione di Castel Clementino. L’edificio originario, un piccolo oratorio, venne costruito in data imprecisata ma sicuramente prima della metà del secolo XV (sono ancora visibili le mura dell’antica chiesa dal lato della sagrestia della chiesa attuale). L’edificio è menzionato in una bolla di Papa Callisto III del 1457, e già a quella data presso la piccola chiesa si tenevano alcune fiere. La Chiesa, già occupata dai frati ‘terziari’ e poi da essi abbandonata, venne in seguito ceduta ai Padri Minori Osservanti di San Francesco della Comunità di Servigliano nel 1578. Tale concessione fu sancita da una bolla di Papa Gregorio XIII del 10 febbraio 1579. Nel 1746 iniziarono i lavori per l’ampliamento della chiesa. Venne costruita una nuova cappella sotto la direzione di mastro Gregorio Porfiri da Collina. L’edificio fu costruito nella forma attuale, in stile settecentesco, composto di una navata con sette altari. La chiesa venne costruita e ne fu completata la facciata nel 1747. I lavori furono portati a termine nel 1748 con la costruzione delle volte. Nel 1750 fu realizzato il coro nel periodo di guardiania di Padre Nicola Vecchiotti da Servigliano e nello stesso tempo l’altare. Nel 1760 fu costruita la sagrestia. Nel 1766 fu rinnovato il pavimento e nel1769 collocato il pulpito. La torre campanaria venne costruita tra il 1787 ed il 1788. Il complesso è indicato nel catasto Gregoriano del 1811 con la lettera M (la chiesa), la lettera N (la sagrestia) e la lettera O (la torre campanaria).

IL CONVENTO DEI FRATI MINORI OSSERVANTI

Il convento fu costruito dai Frati Minori Osservanti nel terreno attiguo alla cappella di Santa Maria del Piano in seguito alla donazione della Comunità di Servigliano. Insieme alla chiesa veniva donato ai Frati Minori Osservanti anche il prato antistante con i posti per la fiera, che si teneva tre volte l’anno e dall’affitto del quale i frati traevano una rendita. Il convento è un edificio a due piani con chiostro, situato presso il fiume Tenna, lungo la strada che da Fermo conduce ad Amandola. La sua costruzione venne completata nella prima metà del secolo XVII. Nel 1650 fu completato il refettorio. In seguito venne costruito un pozzo, il corridoio a nord del convento, una nuova rampa di scale e le mura intorno agli orti. Nel 1747 venne, contemporaneamente al rifacimento della chiesa, costruito il nuovo dormitorio. Dopo la frana che colpì Servigliano Vecchio, il prato venne richiesto ai frati per la costruzione del nuovo centro, insieme all’uso di parte dell’edificio conventuale per la sala di riunioni, uffici di segreteria ed archivio. Come risarcimento venne pagato alla comunità religiosa un indennizzo di quindici scudi annui. Il convento venne usato nei primi anni di vita di Castel Clementino per ospitare gli uffici municipali, fino al 1789, e la scuola. In epoca napoleonica il convento venne soppresso, i frati furono costretti ad abbandonarlo il 10 maggio 1810. Venne quindi acquistato da privati. Nel Catasto Gregoriano del 1811 è indicato (part.3732) come Convento dei soppressi Padri Minori Osservanti di proprietà demaniale. Nel 1816 con la restaurazione fu restituito all’Ordine dei Minori Osservanti. Vennero effettuati alcuni lavori di restauro in seguito ai danneggiamenti subiti dall’edificio nel periodo della soppressione napoleonica. La comunità religiosa venne nuovamente soppressa dopo l’Unità d’Italia nel 1861. Nel 1866 i religiosi lasciarono il convento, e la comunità fu definitivamente sciolta. L’edificio rimase vuoto per alcuni anni e nel 1868 venne richiesto dal Comune di Servigliano per utilizzarlo per usi pubblici. Dal 1883 venne adibito a scuola pubblica ed asilo d’infanzia, in seguito ad ospedale e a caserma dei Carabinieri.

COLLEGIATA DI SAN MARCO

Il progetto è attribuito a Cosimo Morelli. L’edificio fu realizzato dall’architetto Luigi Paglialunga di Fermo. E’ a navata unica con cappelle laterali, ma probabilmente avrebbe dovuto essere a tre navate. Al posto delle navate laterali ci sono la Sagrestia, il Cimitero, l’abitazione del Parroco ed alcune case di abitazione privata. La costruzione della chiesa iniziò nel 1774. Nell’aprile di quell’anno vennero scavate le fondazioni e posta la prima pietra inviata da Roma dal Pontefice Clemente XIV. Alla fine dell’aprile del 1775 i muri perimetrali erano già costruiti per un’altezza di 40 palmi romani da terra. Nel marzo 1777 si iniziò l’elevazione dell’edificio e della facciata. La chiesa fu coperta nel settembre dello stesso anno. Nell’ottobre venne terminato il portone di pietra per la porta maggiore, lavorato dallo scalpellino anconetano Angelo Albertini e posto in opera nel novembre. La volta, iniziata nel novembre, fu completata nel gennaio del 1778. Nello stesso anno lo stuccatore Stefano Interlenghi eseguì gli stucchi della chiesa e nell’anno seguente vennero eseguiti gli altari, sistemati i quadri e gli arredi Nell’ottobre del 1779 furono trasferite le reliqui4e dei corpi di San Servigliano Martire e di San Gualtiero Abate dal Vecchio Servigliano. Sull’altare dedicato a San Servigliano si trova un quadro, dipinto da Alessandro Ricci nel 1779, che rappresenta nello sfondo la nuova città di Castel Clementino. L’edificio è indicato con la lettera E nel Catasto Gregoriano (1811). Alla chiesa Parrocchiale sono annessi: Cimitero (F), Sagrestia (G) e Casa del Parroco (I).

TORRE CAMPANARIA

La costrizione iniziò nel settembre del 1774 e terminò nel giugno del 1778. Nell’agosto del 1778 furono installate le campane provenienti dalla Parrocchia di San Marco di Servigliano Vecchio. E’ indicata con la lettera H nel Catasto Gregoriano (1811). Secondo la tradizione un altro campanile sarebbe dovuto sorgere in posizione simmetrica dalla parte opposta della chiesa. Sembra che il campanile avrebbe dovuto essere più alto di un piano. E’ a base quadrata con lato di m. 7,20 ed altezza di m.40.

LE PORTE

Porta Clementina (Porta Nord). Detta anche Porta Marina. La costruzione iniziò nel settembre del 1774 e terminò nel settembre del 1775. Nello stesso mese vi venne apposta una lapide con la scritta: “CLEMENTE XIV PONT. MAX. VETERIBUS INCOLIS SERVILIANI OB SOLUM DOMOSQUE FATISCENTES PATRIA EXTORRIBUS NOVUM OPPIDUM ET OPPIDO NOMEN DEDIT”. Porta Pia (Porta Sud). E’ detta anche Porta Navarra. Da questa porta inizia la strada per Belmonte Piceno. La costruzione iniziò nel novembre del 1776 e terminò nel luglio del 1777. Nel giugno dello stesso anno fu apposta sulla porta una lapide con l’iscrizione: “OPUS NOVI OPPIDI CLEMENTIS XIV IUSSU INCHOATUM PIUS VI PONT MAX SINGULARI IN SERVILIANENSES LIBERALITATE MAXIMAM PARTEM INGENTI SUMTU ABSOLVIT”. Porta Santo Spirito. E’ detta anche Porta di Amandola. La Porta fu realizzata tra l’aprile ed il settembre dell’anno 1776.

PALAZZO PUBBLICO

E’ un edificio a due piani a pianta quadrata con fronte porticato sulla piazza e cortile interno porticato. Al secondo piano si trova un ambiente destinato a teatro. L’Istrumento approvato il 16 marzo 1784 tra l’architetto Luigi Paglialunga di Fermo e la Comunità di Castel Clementino, stabiliva un compenso per la costruzione di 3.400 scudi, in base alle piante ed al Capitolato redatti dallo stesso architetto. La costruzione del palazzo iniziò nell’agosto del 1784 e terminò nel marzo del 1789. Venne realizzato dal muratore Attilio Sfasciapagliari e Figli, sotto la direzione del Paglialunga. Per la costruzione del palazzo fu impiegato materiale ricavato dalla demolizione della torre di Servigliano Vecchio. alla fine del 1802 il palazzo presentava delle lesioni, che resero necessario il parziale rifacimento dell’edificio. Nel 1804 venne così interamente ricostruito l’ultimo piano ed il tetto. Per questo la Comunità ricevette dal Governo Pontificio un sussidio di 1.000 scudi, che venne erogato dalla Cassa di Canoni e Noli di Case. Nel Catasto Gregoriano del 1811 è indicato con la particella n. 1648. In quel momento esisteva una bottega al piano terra. Nel 1822 veniva richiesto un nuovo sussidio per il restauro del palazzo. Successivamente venne aggiunto un balcone sul prospetto principale.

PALAZZO VECCHIOTTI

Originariamente di proprietà della Famiglia Vecchiotti, fu venduto e nel Catasto Gregoriano (1811, part. 1625) risulta di proprietà di Carlo Gualdieri, ad uso di propria abitazione con bottega al piano terra. Attualmente è di proprietà della Famiglia Filoni. Fu costruito anteriormente al 1811. E’ una notevole costruzione a tre piani con altana. Le finestre del primo piano hanno cornici decorate e sovrastate alternativamente da timpani e lunette. Il portale ha colonne ad arco a tutto sesto. L’atrio di ingresso e lo scaloncino sono voltati a padiglione a vela. All’interno le sale del piano nobile sono riccamente decorate nelle pareti e nelle volte, con riproduzioni di paesaggi, figure mitiche e soggetti floreali e geometrici. Il Palazzo è stato vincolato dalla Soprintendenza della Regione Marche nel 1992.

PALAZZO NAVARRA

Venne realizzato tra il 1777 ed il 1789. Appartiene alla spina di palazzi signorili a tre piani che fiancheggiano l’asse stradale principale. E’ indicato col n. 1626 del Catasto Gregoriano del 1811, ed è di proprietà di Clemente Navarra. Fu saccheggiato e incendiato nel 1799.

CASE BORGHESI

Sono case ad appartamenti alte tre piani con corpo di fabbrica di m. 12, destinate ai ceti intermedi. Si trovano ai due lati della Collegiata. Furono costruite prime del 1785, come risulta dal resoconto di una visita di Virginio Bracci a Servigliano in quell’anno. Hanno cornici marcapiano e lesene angolari. Case ed appartamenti. A due piani. Costruite tra il 1811 ed il 1885. L’edificio è indicato nel catasto del Regno d’Italia del 1885 come fabbricato di nuova costruzione (part. 4926 e 4927). La profondità del corpo di fabbrica è di m. 10,60. Altre abitazioni costruite intorno al 1925. Fu l’ultimo lotto del Piano Bracci ad essere edificato. Il corpo di fabbrica ha una profondità di m. 11,60. Case a schiera. A due piani. Sono indicate nel Catasto del Regno d’Italia del 1885 come fabbricati di nuova costruzione. Costruite anteriormente al 1811. Sono riportate nel Catasto Gregoriano con i nn. 1641 e 1642. Case del circondario. Sono le case del perimetro esterno destinate ai ceti meno abbienti. Furono costruite direttamente a spese della Regia Camera Apostolica. Sono case a schiera con piano terra adibito a laboratorio o bottega, primo piano ad abitazione e con accessi aperti sempre verso l’interno dell’abitazione. Il corpo di fabbrica ha una profondità di metri 11,50. La costruzione avvenne tra il settembre del 1773 e l’ottobre del 1777.

MONUMENTO

Dedicato ai caduti della prima guerra mondiale, di Salvatore Saponaro, realizzato dalla fonderia Battaglia di Milano nel 1922.

NOTA – CATASTO GREGORIANO: Castel Clementino Dipartimento del Tronto, planimetria del territorio comunale (A.S.R., Fermo 12 – 1811). Appartiene al gruppo di catasti redatti in epoca napoleonica, che vennero successivamente acquisiti nel Catasto Gregoriano.

TERRITORIO

SERVIGLIANO VECCHIO

Chiamato Castello di Servigliano. La fondazione è attribuita a Publio Servilio Rullo, tribuno di Pompeo, nel I secolo a.c. Resti di una villa romana repubblicano – imperiale sono venuti alla luce nell’area occupata dall’ex Convento dei Frati Minori Osservanti, mentre alcuni resti di costruzioni romane sono visibili lungo la strada Matenana tra Servigliano e Curetta. Secondo il Colucci, Servigliano risalirebbe alla fine del I secolo, mentre secondo il Catalani sarebbe stato fondato verso il 1100 dal Vescovo fermano Azzo. Probabilmente il Vescovo di Fermo ricostruì l’antico centro che intorno al 1000 era chiamato Castello di San Marco. La chiesa parrocchiale di San Marco fu costruita nel 1152 e restaurata nel 1570. Verso la metà del secolo XVIII iniziò la rovina dell’abitata causato da infiltrazioni di acque sotterranee. Intorno al 1770 il centro era in gran parte rovinato. Nel 1771 Clemente XVI con suo Chirografo stabiliva il trasferimento dell’abitato. Il materiale edilizio ricavato dalle demolizioni venne reimpiegato per la costruzione del nuovo centro. Nell’aprile 1774 fu demolita la chiesa del soppresso Convento di Sant’Agostino dai muratori della Regia Camera Apostolica. Il 25 giugno 1775 i corpi dei Santi Serviliano Martire e Gualtiero Abate, con tutte le altre reliquie, vennero spostati dalla chiesa parrocchiale alla chiesa del Suffragio. Il giorno seguente furono tolti gli altari. Il 10 luglio 1775 venne demolita completamente la chiesa. Il 4 agosto 1775 venne demolita la casa parrocchiale ed il giorno seguente il magazzino della Compagnia del SS. Sagramento. Il 24 agosto 1778 furono levate le campane dal campanile ed il giorno seguente trasportate al nuovo centro. Le Mura dell’antico Servigliano in Contrada ‘Paese Vecchio’ sono indicate nel Catasto Gregoriano (1811, part. 442) come proprietà di Giovanni Battista Burocchi.

CHIESA DI SANTA MARIA DELLE PIAGGE

Venne costruita come piccola chiesa rurale dedicata alla Vergine delle Piagge nel 1702. Con una Bolla dell’Arcivescovo di Fermo Andrea Minucci del 15 giugno 1783, venne eretta a nuova parrocchia e destinata agli abitanti rimasti ad abitare nel vecchio Servigliano e nelle campagne circostanti. Il 3 luglio 1783 Don Filippo Burocchi di Penna San Giovanni prendeva possesso della nuova cura con l’assegnazione di 60 scudi annui. La Bolla stabiliva che la chiesa avrebbe dovuto essere restaurata ed ampliata, e prescriveva di costruire entro due anni il battistero e l’abitazione del parroco. I lavori vennero eseguiti dall’architetto Luigi Paglialunga di Fermo. Una planimetria del 9 luglio 1783 disegnata dal geometra Pietro Confaloni ed approvata dall’Arcivescovo di Fermo, stabiliva i confini della nuova parrocchia (A.P.S.M.P.). Secondo la rilevazione del Catasto Gregoriano (1811) il complesso parrocchiale comprendeva: A la chiesa parrocchiale, B la casa del parroco, C il campanile, D la piazza davanti alla chiesa. A partire dal 1818 vennero eseguiti lavori nel campanile e nel 1823 nella sagrestia. Nel 1833 era terminato l’oratorio. La chiesa è stata recentemente restaurata (1982-1988).

PONTE SUL FIUME TENNA

Nel 1813 l’Ingegner Dessi presentò una perizia approssimativa per la costruzione di un ponte in legno e delle due strade che avrebbero dovuto condurre a Castel Clementino e a Falerone. Nel 1817 lo stesso ingegnere aveva redatto una nuova perizia di 4277,76 scudi e un disegno del ponte. Il progetto fu sottoposto alle autorità pontificie, a cui si richiedeva una sovvenzione, e al giudizio dell’architetto Pietro Bracci. Nel 1822 e negli anni seguenti ci fu un carteggio tra la Comunità ed il Governo Pontificio sulla costruzione del ponte. Venne costruito il nuovo ponte su progetto dell’Ingegner Vincenzo De Minicis di Falerone, tra il 1842 ed il 1846. Il 16 novembre 1846 il parroco di Falerone benedisse il ponte, costato in tutto 30.000 scudi. Per la costruzione del ponte furono impiegati un milione e duecentomila mattoni per i piloni, e trecentomila per le riempiture ed i muri di appoggio.

STRADA FERMANA

Strada pubblica di tracciato molto antico che collegava l’antico Servigliano con Fermo e Santa Vittoria in Matenanao. Era, ed è tuttora, chiamata anche strada Matenana. Anticamente il tracciato della strada passava sul lato opposto della chiesa di Santa Maria delle Piagge, rispetto a quello attuale.

STRADA STATALE N. 210

Realizzata dopo il 1957. Mette in comunicazione Amandola con Piane di Falerone e Fermo. Segue i tracciati della Val di Tenna e della Faleriense.

FERROVIA

Venne costruita a partire dal 1905. Collegava Servigliano a Porto San Giorgio e ad Amandola. Fu inaugurata il 14 dicembre 1908 e fu soppressa il 27 agosto 1956.

*Bibliografia: Clementina Barocci, Gabriele Nepi, Angelo Paci, Carlo Tomassini.

 

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